contatore accessi La vita della Parrocchia – Chiesa Madre di Carini

La vita della Parrocchia

La storia

Il cristianesimo arrivò subito in Sicilia per la sosta di S. Paolo nel viaggio che lo conduceva a Roma. Carini a quel tempo si chiamava Hyccara e sorgeva sul mare già da diversi secoli.  Le catacombe del III secolo testimoniano questa presenza cristiana sul territorio.

In epoca bizantina il cristianesimo sembra raggiungere un periodo di massimo splendore, forse per la presenza delle catacombe e quindi di una comunità cristiana molto viva, si parla di un Vescovato a  Carini.

Sull’esistenza di un Vescovato a Carini non esistono dubbi. In una lettera, diretta  Bonifacio, Vescovo di Reggio Calabria, scritta nel settembre del 595, papa Gregorio Magno scrive: “Dopo la morte del Vescovo della Chiesa di Carini, non essendo possibile ordinare un altro a causa della desolazione del luogo e della scarsità della popolazione, ci sentiamo costretti da maggior cura affinchè per la morte dei Sacerdoti che erano là (i fedeli) non cadano nelle insidie dell’astuto nemico della fede. Pertanto, con la presente, ti comunichiamo di aver deliberato di affidarla alla tua sollecitudine. Affrettati ad aggregare quella Chiesa alla tua, in modo da essere sacerdote di ambedue le Chiese.”   Nel  novembre del 602, papa Gregorio, indirizza una lettera a Barbaro Vescovo di Carini incaricandolo di visitare la Chiesa di Palermo e di organizzare l’elezione del successore. Poi nessun documento ci da notizia del Vescovato a Carini. E’ rimasto ancora oggi  il Vescovo titolare di Carini nella persona di S. E. Mons. Alessandro  D’Errico  attualmente  Nunzio Apostolico. Nel territorio denominato S. Nicola c’era la II Hyccara  con la sua Basilica. Fu distrutta da una frana che ricoprì tutte le abitazioni. Il pavimento in mosaico della Basilica fu rinvenuto ed è conservato dal Comune di Carini. Peccato che nel corso di degli ultimi anni non si è avviato un serio progetto per il recupero della città sepolta.

Alla fine del 900 cominciò lentamente la costruzione della III Hyccara, l’odierna Carini. Essa  fu costruita  nella parte più a monte.  Si iniziò con la costruzione del Castello e attorno ad esso le prime abitazioni all’interno di un territorio chiuso dalle mura di cinta.

La prima Chiesa fu dedicata a S. Giuliano, oggi non più esistente. Poi venne costruita sul piano dei cardoni, oggi Piazza Duomo, la  Chiesa di S. Vito. Essendo Carini sul territorio della diocesi di Mazara del Vallo, S. Vito martire fu solennemente dichiarato Patrono principale di Carini.

Alla fine del 1400 si iniziò la costruzione dell’odierna Chiesa Madre, nella splendida Piazza Duomo. Inizialmente dedicata al SS. Sacramento e poi alla Madonna Assunta.

La erezione ufficiale della Parrocchia porta la data 1523. L’Archivio parrocchiale inizia ininterrottamente la raccolta dei dati dal 1528.

E’ questo il periodo di massimo splendore di Carini. La famiglia La Grua stabilmente risiede a Carini. Vincenzo II La Grua arricchisce la Città di Chiese, Conventi, costruisce torri a guardia della baronia e coltivazioni di ogni genere assicurando alla popolazione lavoro e come sfamarsi.

Le prime forme di aggregazioni erano le  Confraternite che dal 1400 in poi sorgevano trovando sede nelle diverse Chiese del centro abitato. Le Confraternite garantivano forme di assistenza ai poveri, istruzione culturale, e momenti forti di catechesi. Nelle cripte delle Chiese i Confrati trovavano posto per se e i loro familiari quando passavano all’altra vita.

La Parrocchia  era al centro della vita della Comunità cristiana, essa  viveva  per la spinta dalle iniziative di evangelizzazione, di preparazione dei fedeli a  ricevere i Sacramenti e di crescita culturale e sociale promosse dagli Arcipreti, che si sono succeduti, ed anche dal numeroso Clero ha formato intere generazioni di uomini e donne.

Le visite pastorali dei Vescovi di Mazara del Vallo da cui Carini dipendeva fino al  1844 e poi dagli Arcivescovi  di Monreale, documentano la presenza di tante realtà ecclesiali e una costellazione di Chiese, alcune delle quali monumentali come quelle del SS. Sacramento – (opera di Giacomo Serpotta e della sua scuola) e della Madonna degli Agonizzanti.   .

L’azione pastorale del Clero Carinese è stata sempre esemplare, non risparmiando le forze e mettendo a repentaglio la propria vita, come risulta dai documenti conservati nell’archivio parrocchiale. La peste del 1625, il colera del 1837 sono la testimonianza della grande dedizione del Clero. L’Arciprete Liborio Nania ed altri undici Sacerdoti carinesi persero la vita nell’opera di assistenza dei malati colerici.

 

La Parrocchia oggi

Nel secolo scorso la Parrocchia viene lentamente smembrata, per garantire una evangelizzazione capillare di tutto il paese.  Nel 1931 viene eretta la Parrocchia di Maria SS. delle Grazie a Villagrazia di Carini, poi nel 1940 Maria SS. di Loreto, nel 1955  S. Giuseppe, nel 1957 di Maria SS. degli Angeli, nel 1964 S. Giuseppe alla stazione, nel 1973 Sacro Cuore, nel 1974 S. Lorenzo, nel 1981 Maria SS. del Carmine e nel 1985 S. Massimiliano Kolbe.

In Chiesa Madre sorgono l’Azione Cattolica, l’Apostolato della Preghiera,  la Milizia dell’Immacolata, poi negli anni 90’ gli scouts, il Cammino Neocatecumenale e il  Rinnovamento nello Spirito. Una moltitudine di carismi impegnata ad animare la vita della Parrocchia.

Oggi tutti i gruppi e  le asssociazioni sopraelencate operano nella Parrocchia insieme alle cinque Confraternite: Via Crucis dei 33 – (1712)  Spirito Santo – (1753), SS. Crocifisso – (1904), Maria SS. del Rosario – (esistente 1750 e  rifondata 1987)  e Maria SS. di Fatima – (2004).

Purtroppo la mancanza Sacerdoti, la crescita smisurata degli abitanti  hanno fatto si che Carini a rimodulasse il numero delle Parrocchie. Con decreto dell’Arcivescovo di Monreale Cataldo Naro  nel 2006 vengono soppresse le Parrocchie di S. Lorenzo, Maria SS. degli Angeli, S. Giuseppe e successsivamente S. Massimiliano Kolbe unendole al territorio parrocchiale della Chiesa Madre.

La pastorale parrocchiale coordinata dall’Arciprete Parroco, oggi nella persona di Mons. Vincenzo Ambrogio, collaborato da tanti laici,  richiede un servizio senza sosta. La preparazione ai Sacramenti, la cura pastorale degli ammalati, gli incontri formativi e di catechesi settimanale per i ragazzi e gli adulti sono il fondamento su cui ruota vita la Parrocchia.

Le attività di culto liturgico sono particolarmente curate. La pietà popolare poggia su tre pilastri: la devozione al SS. Sacramento, alla Madonna ed al SS. Crocifisso. Il 14 settembre è per Carini li giorno della “ festa ru Signuri” Dopo la novena e una giornata consacrata alla celebrazione delle sante Messe ed alle Confessioni,  tutto il Popolo si da appuntamento alle ore 21.00 per partecipare con ceri in mano ed in tanti a piedi scalzi, alla solenne processione del SS. Crocifisso per le strade della Città.

La Settimana Santa si apre con la benedizione delle palme alle ore 10.00  in Piazza Duomo e poi con processione e la S. Messa in Chiesa Madre. Sempre la domenica delle Palme intorno alle ore 17.00 il centro storico rivive la sacra rappresentazione della Via Crucis animata dalla omonima Confraternita.

Il Triduo Pasquale celebrato con grande cura, vede le tante Chiese  affollate dalla presenza di tantissimi fedeli. Il Giovedì Santo ogni Confraternita e associazione è impegnata a partecipare alla S. Messa della Cena del Signore ed alla visita al SS. Sacramento presso gli altari della reposizione allestiti nelle Chiese del centro storico. E’ questo un momento di grande partecipazione e di aggregazione. Il Venerdì Santo, nel pomeriggio, in tutte le Chiese si celebra  la liturgia della Commemorazione della passione e morte del Signore. Poi alle ore 18.00 i simulacri del Cristo morto e dell’Addolorata vengono portati in processione dalla chiesa del Rosario alla Chiesa Madre. Lo stesso giorno alle ore 21.00 in punto muove dalla Madre Chiesa la solenne processione che impegna le Confraternite dello Spirito Santo e  della via Crucis dei 33. Tutto il Popolo  non manca a questo appuntamento di fede, partecipando in rigoroso silenzio alla processione.

Il Sabato Santo è il giorno delle Confessioni che ci prepara alla grande Veglia pasquale della notte.

Il Corpus Domini è il giorno del trionfo dell’Eucaristia. Per strade di Carini vengono allestiti diversi altari (nel 2017 oltre quindici). E’ questo un giorno di grande impegno e soprattutto di manifestazione pubblica della fede dei carinesi in Gesù vivo e vero nella presenza Eucaristica.

La devozione alla Madonna è radicata nel popolo carinese. Quante Chiese dedicate alla Madre di Dio. Gli ordini religiosi maschili che sono passati nei secoli a Carini, quali i Domenicani, i Carmelitani, le tre famiglie Francescane, gli ordini femminili le Domenicane, le Collegine e le Francescane cappuccine hanno portato in ogni ambiente il culto mariano. La festa dell’Immacolata a Carini è preparata da una dodicina che inizia il 26 novembre. La Prima Domenica di ottobre la festa della Madonna del Rosario curata dall’omonima Confraternita.  Il 16 Luglio la Madonna del Carmine. Il 13 Maggio N.S. di Fatima. Insieme a queste feste mariane, sono da mensionare  le feste dei Santi a cui il popolo è legato: il  19 Marzo S. Giuseppe, il 15 Giugno S. Vito martire – Patrono di Carini,  il 24 Giugno S. Giovanni Battista, la II domenica di ottobre i Santi medici Cosma e Damiano e il 13 Dicembre S. Lucia.